Nel 68 d.C. Tiberio Claudio Cesare Germanico Nerone, imperatore, si lasciò andare un po’ più del solito ai piaceri dell’arte, della musica e dei giochi, circondandosi di personaggi molto adulatori ma di pessima levatura morale come il pretorio Ofenio Tigellino, e altri ancora appartenenti al mondo ellenico e a quello orientale. Queste genti erano maggiormente propense a interessarsi di tutti quegli argomenti che facevano parte degli svaghi dell’imperatore, omaggiandolo artatamente e congratulandosi per lo spirito artistico che a loro dire arricchiva la grandezza di un popolo già grande. La plebe in realtà acclamava Nerone innanzitutto per le elargizioni di grano e per gli spettacoli di pubblica ludicità che garantiva alle folle, mentre alcune province, come quelle galliche, presentavano forti malumori e le armate disseminate nell’impero davano segnali di scollamento con il governo centrale, incarnato in un imperatore in netta discesa nei consensi. Nella cerchia dei collaboratori...
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Marco Tullio Cicerone: l'imbattibile oratore... di MalKa
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Marco Tullio Cicerone proveniva da una famiglia che si fregiava dello status di equestre. Non avendo alcun legame con l’oligarchia senatoriale romana, poteva considerarsi un homo novus[1], cioè un uomo che non aveva ricoperto cariche pubbliche. Il grande successo di Cicerone e della sua eloquenza illuminata, lo portò ad occupare tutti i livelli previsti dal cursus honorum e, motivo di orgoglio, al minimo dell’età prevista: fu quindi console a 42 anni. La sua capacità retorica unita a un innato buonsenso, lo avevano inizialmente reso avverso all'oligarchia portandolo su una posizione di centro. Purtuttavia avversò con pari fermezza nell'anno del suo consolato (63 a. C.), anche quelle proposte a cura dei popolari, che riteneva eccessive, opponendosi così (Plut., Ci...
Storiografia Romana in breve... di MalKa
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La storiografia romana ebbe a ricevere da parte degli storici moderni e soprattutto nell’Ottocento, una minore attenzione rispetto alla storiografia ellenica. Probabilmente questa differenza fu dovuta al fatto che la culla della civiltà era individuata nella Grecia, e quindi studiare gli aspetti storici ellenici significava risalire alle origini della civiltà occidentale o quantomeno mediterranea. D’altro canto, sulla storiografia romana pesava il pregiudizio che fosse una copia di quella ellenica, senza nessuna originalità narratoria. Ovviamente un impulso a rivalutare ancora di più, e pienamente la storia di Roma, ci giunge da pubblicazioni e studi sempre più importanti e anche recenti, ad opera di studiosi che hanno avuto l’intuizione di dedicarsi a ogni genere di riscontro del materiale recuperato, per mettere a punto un più...
Storia di Roma: note. di MalKa
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In questo elaborato suddiviso in più articoli, viene rappresentato il panorama storiografico ad oggetto la storia romana nell’ultimo secolo della Res publica . Avremo quindi modo di affrontare il discorso sulla genesi della storiografia romana, accennando successivamente alle varie tipologie delle fonti utilizzate dagli storici di quel periodo, ma anche dagli intellettuali che in tale disciplina si cimentarono nel corso dei secoli. Proporremo poi alcune biografie di storici romani tardo repubblicani, che giudichiamo autori fondamentali per comprendere il periodo in esame, consegnatoci con uno stile narrativo fatto di opere indiscutibilmente capisaldi della storiografia Romana. Abbiamo inoltre analizzato alcune opere che lasciano intendere gli stimoli e le differenze che hanno portato i suddetti autori a parlare di formule e di contenuti secondo le varie tipologie narrative del tempo. Di Marco Tullio Cicerone abbiamo e saminato la famosa lettera a Lucceio,...